Il Podere Foresta

Una storia che attraversa secoli di tradizione, lavoro e identità.

Nel cuore della campagna tra Nonantola, Crevalcore e Sant’Agata, sorge un luogo dove il tempo ha lasciato tracce profonde.

Qui nasce la storia del Borgo della Sverginesca.

– Le origini

Tra Foresta Estense

e Stato Pontificio

Il podere “Foresta” deve il suo nome all’antica foresta che un tempo ricopriva l’area tra Nonantola e la sua abbazia.

Un territorio che per secoli segnò il confine tra realtà politiche differenti: da un lato lo Stato Estense, fino all’Unità d’Italia; dall’altro i territori di Crevalcore e Sant’Agata, appartenenti allo Stato Pontificio.

Questa zona, un tempo selvaggia e impenetrabile, rappresentava un punto di passaggio ma anche di separazione tra mondi diversi.

– Le origini

Tra Foresta Estense

e Stato Pontificio

Il podere “Foresta” deve il suo nome all’antica foresta che un tempo ricopriva l’area tra Nonantola e la sua abbazia.

Un territorio che per secoli segnò il confine tra realtà politiche differenti: da un lato lo Stato Estense, fino all’Unità d’Italia; dall’altro i territori di Crevalcore e Sant’Agata, appartenenti allo Stato Pontificio.

Questa zona, un tempo selvaggia e impenetrabile, rappresentava un punto di passaggio ma anche di separazione tra mondi diversi.

- La casa alla modenese (1887)

La Casa “alla Modenese”

Nel 1887 il bisnonno dell’attuale proprietario fece costruire l’edificio affidandosi all’impresa Malaguti di Crevalcore, come documentato da una scritta ancora visibile nel sottotetto.

La casa fu realizzata secondo le caratteristiche tipiche “alla modenese”: la stalla integrata alla parte abitativa e un grande portico che collegava il magazzino degli attrezzi e delle macchine agricole.

Il magazzino, volutamente molto alto, era destinato ad accogliere la grande trebbia e l’imponente locomobile, tra le macchine agricole più moderne e costose dell’epoca.

- La casa alla modenese (1887)

La Casa “alla Modenese”

Nel 1887 il bisnonno dell’attuale proprietario fece costruire l’edificio affidandosi all’impresa Malaguti di Crevalcore, come documentato da una scritta ancora visibile nel sottotetto.

La casa fu realizzata secondo le caratteristiche tipiche “alla modenese”: la stalla integrata alla parte abitativa e un grande portico che collegava il magazzino degli attrezzi e delle macchine agricole.

Il magazzino, volutamente molto alto, era destinato ad accogliere la grande trebbia e l’imponente locomobile, tra le macchine agricole più moderne e costose dell’epoca.

– Il portone del 1700

Un Portone con Tre Secoli di Storia

Per chiudere l’accesso al magazzino venne acquistato un imponente portone del Settecento in legno massiccio, proveniente da un palazzo signorile di Via Castiglione a Bologna.

Si racconta che il trasporto da Bologna a Crevalcore avvenne in un solo giorno di viaggio, su un carro trainato da due buoi.

Ancora oggi il portone e la sua ferramenta originale sono perfettamente visibili e in utilizzo, custodi silenziosi di questa lunga storia.

– Il portone del 1700

Un Portone con Tre Secoli di Storia

Per chiudere l’accesso al magazzino venne acquistato un imponente portone del Settecento in legno massiccio, proveniente da un palazzo signorile di Via Castiglione a Bologna.

Si racconta che il trasporto da Bologna a Crevalcore avvenne in un solo giorno di viaggio, su un carro trainato da due buoi.

Ancora oggi il portone e la sua ferramenta originale sono perfettamente visibili e in utilizzo, custodi silenziosi di questa lunga storia.

- Il pozzo

Il Pozzo sotto

il Porticato

Un elemento insolito caratterizza la struttura: il pozzo non fu collocato all’esterno, come era consuetudine, ma sotto il porticato, così da poter essere utilizzato in ogni condizione atmosferica.

Il pozzo è tutt’ora esistente e funzionante. Oggi si trova all’interno di una delle sale del ristorante, testimone concreto del legame tra passato e presente.

- Il pozzo

Il Pozzo sotto

il Porticato

Un elemento insolito caratterizza la struttura: il pozzo non fu collocato all’esterno, come era consuetudine, ma sotto il porticato, così da poter essere utilizzato in ogni condizione atmosferica.

Il pozzo è tutt’ora esistente e funzionante. Oggi si trova all’interno di una delle sale del ristorante, testimone concreto del legame tra passato e presente.

– il grana e il caseificio

Il Deposito delle Forme di Grana

Al piano terra della casa veniva custodito il deposito delle forme di formaggio “grana” in invecchiamento. Le finestre erano protette da solide inferriate e l’accesso garantito da una porta chiodata con doppio catenaccio.

Le forme venivano prodotte nel caseificio situato quasi di fronte alla casa, all’interno dell’area che comprendeva anche la casa padronale.

Caseificio e abitazione padronale si trovavano oltre la via Sverginesca, lungo quello che sarebbe diventato

il nucleo del Borgo.

– il grana e il caseificio

Il Deposito delle Forme di Grana

Al piano terra della casa veniva custodito il deposito delle forme di formaggio “grana” in invecchiamento. Le finestre erano protette da solide inferriate e l’accesso garantito da una porta chiodata con doppio catenaccio.

Le forme venivano prodotte nel caseificio situato quasi di fronte alla casa, all’interno dell’area che comprendeva anche la casa padronale.

Caseificio e abitazione padronale si trovavano oltre la via Sverginesca, lungo quello che sarebbe diventato

il nucleo del Borgo.

– La via verginesca

La Strada che “Sverginò” la Foresta

La via Sverginesca porta un nome antico, risalente al Medioevo. La sua costruzione rese finalmente percorribile un territorio fino ad allora impenetrabile, “sverginando” la grande foresta che impediva il passaggio di carri trainati

da buoi o cavalieri.

La nascita della casa, del caseificio, della casa padronale e degli altri edifici lungo questa via contribuì alla formazione del cosiddetto “Borgo della Sverginesca”.

– La via verginesca

La Strada che “Sverginò” la Foresta

La via Sverginesca porta un nome antico, risalente al Medioevo. La sua costruzione rese finalmente percorribile un territorio fino ad allora impenetrabile, “sverginando” la grande foresta che impediva il passaggio di carri trainati

da buoi o cavalieri.

La nascita della casa, del caseificio, della casa padronale e degli altri edifici lungo questa via contribuì alla formazione del cosiddetto “Borgo della Sverginesca”.

- oggi

Oggi: Al Borgo

Nel luogo che un tempo fu il cuore operativo del podere, oggi vive una nuova storia.

Nel Borgo della Sverginesca sorge il ristorante “Al Borgo”, gestito da Laura e Ovidiu, dove tradizione e contemporaneità si incontrano in un ambiente che conserva intatta la propria anima.

ESPERIENZA UNICA DA

AL BORGO

ESPERIENZA UNICA DA

AL BORGO

Contatti

Mail: [email protected]
Telefono: 3791487865
P.Iva 04318351204
Indirizzo: Via Sverginesca, 2255, 40014 CREVALCORE BO

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